giovedì 11 settembre 2014

Nuova Commissione Europea, primi commenti/5

Il nuovo Commissario per le Politiche Regionali e Urbane è la romena Corina Creţu. Creţu (47) è stata candidata dal governo romeno all'ultimo momento in sostituzione del commissario uscente Dacian Ciolos, sembra per l'insistenza di Juncker di garantire la presenza di almeno nove donne nella Commissione.
Corina Creţu è socialista, eletta al senato del suo paese nel 2004 e fa parte del Parlamento Europeo da1 gennaio 2007, quando la Romania è entrata nell'Unione. Attualmente è uno dei 14 vicepresidenti dell'Assemblea, in quota PSE. Laureata in economia con specializzazione in cibernetica, ha fatto anche la giornalista ed è stata portavoce del presidente romeno Iliescu dal 2000 al 2004. Alle Politiche Regionali sostituisce l'austriaco Johannes Hahn (56), che resta nella Commissione con delega all'Allargamento e Politiche di Vicinato, ruolo oggi ricoperto dal ceco Štefan Füle, che invece non è stato confermato.
La nomina di Creţu offre alla Romania un portafoglio molto importante nella Commissione. La DG Regio ha un ruolo crescente nelle politiche comunitarie e per il settennato 2014-2020 gli è stato affidato un budget di 350 milioni di Euro. Le Politiche Regionali sono al centro di vari programmi e iniziative nell'ambito di Europa 2020. Inoltre sono state il riferimento per la creazione delle tre Macroregioni Europee (Baltica, Danubiana e Adriatica). In tema di Politiche Urbane, sempre più presenti nella strategia europea, è stato pubblicato nel 2011 il rapporto Cities of Tomorrow mentre sta per partire la terza edizione di URBACT, il programma dedicato all'innovazione urbana. URBACT III ha un fondo di 67.8 milioni di Euro per il periodo 2014-2020 ed è l'unico programma UE cofinanziato da stati, regioni e città.
Lo scorso anno Corina Creţu era stata al centro del gossip per una presunta relazione con l'ex segretario di stato USA Colin Powell (76). Un hacker americano aveva violato l'account email di Powell scoprendo messaggi tra lui e Cretu piuttosto imbarazzanti. Se ne occupò anche Dagospia.


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